Jamie Oliver: un brand di successo

di: Alessia Di Domenico

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Metti uno degli chef più sexy e popolari del momento.
Metti i suoi ristoranti in giro per il mondo. E i programmi televisivi che lo vedono protagonista. Metti un canale Youtube con le sue video ricette, e i trucchi del mestiere.  Metti i suoi libri, i prodotti consigliati,  e applicazioni per l’I-Phone con cui avere sul proprio mela fonino le migliori ricette da preparare in soli venti minuti. 

 

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Metti una fondazione che porta il suo nome, la Jamie Oliver foundation e una serie di progetti che hanno avvicinato questo mondo stellato alle esigenze quotidiane delle persone di nutrirsi bene e in modo consapevole. Sì perché alimentazione significa anche essere informati, a partire dall’origine dei prodotti che portiamo sulle nostre tavole, passando attraverso le preparazioni in cucina, fino all’impatto calorico.


E allora ecco che sono nate delle vere e proprie campagne, di cui Jamie Oliver è stato “ministry” come lui ama definirsi, come quella intitolata Food revolution, per portare un vero cambiamento nell’alimentazione dei bambini negli Stati Uniti, dove l’obesità è un fenomeno diffusissimo. Una campagna che ha coinvolto celebrità, ha previsto l’attivazione dei social network con forum e gruppi di discussione, canali video specifici, petizioni online, possibilità di fare donazioni, scaricare contenuti utili, lezioni in cucina, workshops.
Jamie Oliver è più di una persona fisica di successo e conosciuta in tutto il mondo. È un brand vero e proprio e come tale ha una strategia di comunicazione ben precisa e multimediale, che prevede anche e soprattutto Responsabilità sociale.
Perché il cibo è innanzitutto un atto d’amore.

 

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