
Non sono motorizzata Toyota, e chi mi conosce di persona sa bene quanto questo marchio abbia sempre avuto poco da dirmi..Però..però adoro quando qualcuno riesce a farmi cambiare idea e questa volta loro ci sono riusciti. Lavorando sulla reputazione.
Sì perché di problemi di reputazione Toyota ultimamente ne ha avuti diversi. Un lancio di prodotto (la IQ) non dei più fortunati, milioni di auto ritirate dal mercato perché difettose..insomma con un mercato in contrazione simili errori si pagano.
E quindi?
Quindi ci vuole l’arcangelo del marketing a correre in soccorso per uccidere il drago-cattiva reputazione e liberare il brand-principessa. Operazione non delle più semplici, ma delle più intelligenti. Cosa c’è di meglio che rassicurare un probabile prospect o un cliente disaffezionato attraverso l’esperienza e le emozioni di un cliente affezionato?

E così è nata l’idea di creare un’autobiografia del marchio giapponese, dando voce e valore alle esperienze dei proprietari di Toyota. Autobiografia che diventa storia personale o familiare di chi ha guidato un’auto e accetta di raccontare e condividere con la community degli appassionati Toyota. Rigorosamente su web. E io l’ho proprio scoperta su web, leggendo il blog di Andrea.

C’è un’applicazione su Facebook, si sceglie il proprio modello, si inserisce la strada percorsa, l’anno di immatricolazione, la storia e poi si aggiungono foto o video. E se la storia piace molto e Toyota la seleziona, può diventare un piccolo film.
Eccone un esempio..
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