
Undici metri e 90mila volumi, specchi e claustrofobia per un inno all’impossibilità umana di possedere una conoscenza infinita. Un’esperienza individuale destabilizzante, un infinito disorientamento. Queste mi sembrano le parole più adatte per descrivere la fruizione dell’installazione di Matej Krén, Scanner, recentemente esposta al MAMbo di Bologna.
Pubblicato in
Agosto 2010