Letizia de Felice
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“A Natale riprendiamo il bello: regaliamoci l’arte”.
Questa frase campeggia in une delle numerose newsletter che sto ricevendo in questi ultimi giorni. L’ho trovata particolarmente significativa, ed eccomi qua a scrivere un post ripensando poi alla serata di ieri sera. Provo a spiegare il perché.

E’ stato presentato lo scorso 14 ottobre a Roma in occasione dell’evento “Premio Universo non Profit”.
Ne ho trovato, con piacere, un estratto in allegato a uno degli ultimi numeri di Vita Magazine.

Si è appena concluso l’appuntamento con Ecomondo la Fiera Internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile. Ormai da sei anni a questa parte sono migliaia i visitatori che attraversano lo stand del Gruppo Fiori, dando vita a un pubblico di veri e propri collezionisti dei progetti proposti dal noto stabilimento bolognese. Tra questi c’è anche la sottoscritta.

La scorsa settimana Coca Cola HBC Italia ha presentato il Rapporto Socio Ambientale 2009.
Non vorrei soffermarmi sull’analisi o su considerazioni strettamente legate alla pubblicazione e ai risultati, quanto piuttosto citare un’iniziativa ad esso collegata.

Mentre prende sempre più piede il dibattito intorno al One Report, alias rendicontazione integrata, grazie anche alla pubblicazione curata da Robert G. Eccles della Harvard Business School e di Michael P. Krzus “One Report. Integrated reporting for a Sustainable Strategy”, in Emilia Romagna la sfida si chiama rendicontazione sociale a costo zero per le PMI.

Leggendo uno degli ultimi numeri del settimanale Vita (del 30 luglio 2010) ho trovato un articolo davvero interessante dedicato a una figura ibrida che sta a metà tra il mondo profit e quello del non – profit.
Una figura che a mio avviso nasce nel rispettivo punto d’incontro di questi due mondi

Undici metri e 90mila volumi, specchi e claustrofobia per un inno all’impossibilità umana di possedere una conoscenza infinita. Un’esperienza individuale destabilizzante, un infinito disorientamento. Queste mi sembrano le parole più adatte per descrivere la fruizione dell’installazione di Matej Krén, Scanner, recentemente esposta al MAMbo di Bologna.

Prima ancora di essere il titolo di un libro, Sei cappelli per pensare, è un metodo adottato da numerose aziende in tutto il mondo, con culture diverse e a tutti i livelli dell’organizzazione, per un impiego consapevole del pensiero creativo nel capo del management. Non a caso il suo ideatore, nonché autore dell’omonimo libro, è Edward de Bono, la principale autorità a livello internazionale sul pensiero creativo e l’insegnamento delle abilità del pensiero.