
Prima ancora di essere il titolo di un libro, Sei cappelli per pensare, è un metodo adottato da numerose aziende in tutto il mondo, con culture diverse e a tutti i livelli dell’organizzazione, per un impiego consapevole del pensiero creativo nel capo del management. Non a caso il suo ideatore, nonché autore dell’omonimo libro, è Edward de Bono, la principale autorità a livello internazionale sul pensiero creativo e l’insegnamento delle abilità del pensiero.
La lettura è veloce, ben ritmata e spontanea, proprio come sarebbe il gesto di un cambio di abito, o meglio ancora come il gesto per indossare o togliersi un cappello. “La maggiore difficoltà che si incontra nel pensare è la confusione. Cerchiamo di fare troppe cosa alla volta. Emozioni, informazioni, logica, aspettative e creatività si affollano in noi. E’ come fare il giocoliere con troppe palle”.
Ecco, grazie a questo metodo e di conseguenza a questo libro, si suggerisce un concetto molto semplice che consente al pensatore di fare una cosa alla volta, separando le emozioni dalla logica, la creatività dalle informazioni, e così via. I sei cappelli per pensare diventano l’incarnazione di questo concetto: indossare uno di questi cappelli definisce quindi un certo tipo di pensiero.
Nel libro in particolare de Bono descrive la natura e il contributo offerto da ogni tipo di pensiero. Utile e pronto per essere applicato nella quotidianità. Soprattutto è molto utile per chi nell’interazione vuole far uscire le persone dal solito binario per farle pensare in maniera diversa alle questioni sul piatto.